NAPOLI: SANITA', PARTI CESAREI IN AUMENTO, CAMPANIA IN TESTA
Parti cesarei in costante aumento in Italia: nel 2007 hanno raggiunto la soglia del 39% delle nascite, portando il nostro Paese ai vertici (in negativo) della classifica europea. E con una Regione, la Campania, che sfiora il 60%, toccando addirittura il 78% nelle strutture private.
Questo nonostante l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandi dal 1985 di non superare il 15% dei parti totali, mentre il Ministero della Salute italiano ha raccomandato di non superare la soglia del 20%, confermando comunque la tesi che il cesareo deve rappresentare l'eccezione e non la regola. In Italia la situazione è anomala e con una grande variabilità territoriale. Le Regioni del Sud, in particolare, sono quelle che vi fanno ricorso come routine: Campania (60,5%), Sicilia (52,4%), Molise (48,9%) e Puglia (47,7%). Al Nord la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, attestandosi tra il 24 e il 28%. Solo Bolzano (20%) si avvicina ai valori raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. "La Campania - afferma Maria Triassi, Università degli Studi Federico II di Napoli - rappresenta il caso più eclatante e drammatico sulla situazione del parto in Italia. L'esempio tipico di mancanza di controllo con l'aggiunta del proliferare di piccole strutture private che eseguono pochi parti e che, anche per ragioni economiche, preferiscono orientarsi verso il parto cesareo raggiungendo addirittura il 78% delle nascite. La donna acconsente perché in queste strutture può essere seguita dal suo ginecologo di fiducia. Una struttura sanitaria dovrebbe disporre di una organizzazione adeguata, di risorse umane esperte e disponibili e di una equipe di terapia intensiva neonatale per garantire livelli di sicurezza elevati di fronte ad un'emergenza nel corso di un parto vaginale. Ma in Campania, anche le strutture dotate di queste risorse, presentano un tasso di cesarei superiore al 56%. Il cesareo è, insomma, il prodotto della programmazione. Serve, quindi, un monitoraggio che valuti i motivi specifici per capire ed agire".






